Valentina Parma

Valentina Parma

La Rivoluzione si chiama Bamboo

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La Rivoluzione si chiama Bamboo

Premessa

Negli ultimi anni si è diffusa una nuova consapevolezza riguardo all’ambiente e all’ecosistema, e con questa anche i nostri consumi sono cambiati. Viviamo inoltre in un clima economico che ci richiede di essere più informati e attenti rispetto alle scelte che facciamo, nell’ottica di un futuro sempre in cambiamento.

Venendo a conoscenza di sempre nuove pratiche eco-sostenibili, il bamboo spicca come la stella nascente di una nuova economia sempre più green, un materiale poliedrico che può rappresentare il cambiamento globale in questa direzione.  

Bamboo 4

Un po' di storia del bamboo

Un materiale che sta godendo di un successo esponenziale, pari quasi solo all’avocado sulle nostre tavole, Il bamboo o bambù all’italiana, esiste da più di 50 milioni di anni, è una pianta sempreverde diffusa nelle zone subtropicali, in maniera predominante in Asia, ma anche il Latino America e in certe zone dell’Africa. Al mondo ne esistono almeno 794 specie conosciute, a livello di coltivazione è una pianta definita infestante, ovvero che cresce senza la necessità di particolari cure o trattamenti.

Non cresce con gli anni in larghezza, come per esempio il tronco di una conifera, ma può arrivare fino a 40 metri di altezza con solo qualche ramificazione principale e moltissime foglioline ai suoi apici. Questo rappresenta un notevole risparmio di metratura di terreno, a parità di legname raccolto. 

Il bamboo, come ci insegna anche Marco Polo nel suo Milione, era, ed è ancora, diffusissimo in Cina, con più di 400 tipologie diverse, e il suo uso sembrerebbe risalire a più di 7000 ani fa. Era una fonte di carta, tessuti, di ispirazione e dipinti, di manufatti e articoli per la cucina, e fonte primaria per l’edilizia, per costruire ponti e nuove abitazioni. Tutt’oggi viene ancora usato per la costruzione di ponteggi per edifici, grazie alle sue proprietà fisiche che lo rendono un materiale duttile ma allo stesso tempo resistente, ottimo per quelle zone in Asia spesso soggette a fenomeni sismici.

Duttile, resistente, leggero,  versatile, biodegradabile.  Il bamboo si presenta come una pianta dalle mille proprietà, sia quando è ancora una pianta, sia quando si parla dei prodotti derivati dal suo legno e dalle sue fibre. Ma facciamo un po’ d’ordine. 

Il mercato del bamboo

Il numero di prodotti che si possono realizzare con questa pianta non sembra avere un limite: cartoleria, tessuti, prodotti edili, contenitori, prodotti per l’igiene personale e arredamento.   

Alcuni esempi classici sono: mestoli, piatti, stoviglie per picnic, spazzolini, cotton fioc, porta-saponette.

Ma con il bamboo si può fare davvero di tutto, pure i parquet per le abitazioni!

In tutto il mondo sono tantissimi sia i brand più famosi che propongono prodotti di design in bamboo, dalla svedese IKEA alla giapponese MUJI, sia aziende di arredamento che basano la propria economia esclusivamente su di questo materiale.

Perché scegliere il bamboo - Proprietà:

Oggi più che mai il bamboo sembra essere la risposta in un mondo che richiede sempre più prodotti capaci di biodegradarsi o di avere un impatto il meno nocivo possibile per il pianeta nel quadro di un’ economia globale sempre più conscious.

Infatti il bambù possiede delle proprietà perfette per ogni ambito:

  • ECOLOGICO: i prodotti monouso a base di bamboo sono compostabili. Ovvero si possono buttare, laddove le normative comunali locali lo prevedano, nell’organico con tutti gli scarti del cibo. Questo significa che il bamboo, in quanto naturale, ha un tempo di decomposizione tra i 15 e i 90 giorni, il che lo rende molto competitivo rispetto a prodotti di plastica che impiegano in media 100 anni a decomporsi. Non temete per i vostri prodotti in bamboo, non si scioglieranno sulle vostre mensole, per la decomposizione infatti è richiesta la presenza degli enzimi e batteri prodotti proprio dallo scarto organico.

  • CONVENIENTE: Il bamboo cresce anche in Italia e sempre più agricoltori e consorzi spingono per entrare in questo business. Proprio per le sue caratteristiche agricole, il fatto che non necessiti trattamenti e la sua crescita vertiginosa, permette dei buoni rendimenti con meno sforzo rispetto ai legni di concorrenza. [Vedi per avere più dettagli tecnici il sito de il Consorzio Bambù Italia : https://consorziobambuitalia.it/]

  • BIODEGRADABILE: Dopo le ultime normative in fatto di materiali monouso abbiamo visto cambiare nella maggior parte degli esercizi commerciali posate, piatti, sacchetti, non sono più in plastica ma fatti con carta o fibra di bambù.
    Inoltre nel campo dell’igiene personale dove i prodotti usa e getta sono uno standard, le due soluzioni più sostenibili sono:
    –  l’utilizzo di prodotti riutilizzabili per un lungo periodo, come ad esempio le cannucce in acciaio o i dischetti struccanti lavabili
    –  l’utilizzo di prodotti usa e getta biodegradabili, come
     cotton fioc e spazzolini da denti in bamboo, che nell’ultimo anno sono diventati un bene sempre più diffuso, li avete già provati i nostri? [COTTON FIOC IN BAMBOO ]

  • LEGGERO E RESISTENTE: I suoi filati sono naturali ed anallergici, il bamboo risulta fresco come il lino e il cotone. Ad oggi i filati e i rizomi sono largamente utilizzati dall’industria dell’abbigliamento per cercare di sostituire materiali meno sostenibili come il cotone vergine, che richiede un ingente quantità di acqua per essere prodotto o il poliestere, prodotto petrolchimico, che per i non addetti ai lavori significa plastica.

  • SOSTENIBILE: infatti il il bambù come pianta cresce molto velocemente (circa 3 metri al giorno), utilizzando meno acqua a parità di altre piante e consumando, rispetto alla media, almeno il 30% in più di anidride carbonica. Ricordiamo in ultimo che non necessita di pesticidi come altre coltivazioni invece richiedono.

Bamboo MOSO - Caratteristiche:

I più informati tra di voi ora si staranno preoccupando, pensando a quali conseguenze questa economia nascente del bambù possa avere sulla alimentazione degli amatissimi Panda Giganti. D’altronde non sarebbe la prima volta che la biodiversità viene messa in pericolo per una pratica agricola o economica umana.

Beh, non dovete preoccuparvi, perché non è questo il caso. Dalla redazione di ECOMIND vi vogliamo rassicurare che le due specie di bambù non sono in conflitto, ovvero i Panda mangiano solo il fogliame e i germogli di diverse tipologie di bamboo endemiche cinesi, l’industrie manifatturiere invece utilizzano prevalentemente il MOSO bamboo, detto anche bamboo da legno, del quale viene utilizzato proprio tutto, dalla foglia alla radice. Il Panda Gigante ha sofferto per molti anni in Cina a una decimazione dovuta alla deforestazione del bamboo che ha devastato il suo habitat, ma negli ultimi anni i panda sono oggetto di grandi campagne e ricerche per il loro ripopolamento da parte di associazioni come il WWF e Centri faunistici locali, rendendo così lo status del Panda gigante non più quello di una specie in via di estinzione, ma di specie vulnerabile. 

Conclusione

Di sicuro ci sono ancora tanti passi che possono essere fatti per migliorare i nostri consumi, e speriamo che in un periodo come quello della quarantena globale, abbia permesso a molti di indagare di più nelle proprie abitudini , per cercare di approcciarsi a un modo più consapevole di consumare. 

Noi della redazione di Ecomind pensiamo che il bambù sia certamente non solo un materiale con molta storia alle spalle, ma di sicuro un componente essenziale delle nostre case del futuro. 

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