Valentina Parma

Valentina Parma

Riciclabile o Biodegradabile – Le basi dell’ecosostenibilità

Contenuti

INTRODUZIONE

Partiamo da un principio fondamentale. Non si può dire di seguire uno stile di vita sostenibile, o meglio, ecosostenibile, se non si hanno chiari i principi fondamentali che stanno dietro il grande ciclo di vita di un materiale o di un prodotto. Su ECOMIND in questa settimana cercheremo proprio di fare chiarezza riguardo ai concetti di Riciclaggio, Biodegradabile, Compostabile e Raccolta differenziata

Se cercate un approfondimento più specifico, in ogni paragrafo vi rimandiamo a delle fonti scientifiche che vanno più in dettaglio su queste tematiche.


La discarica:

Oggi anche detta Isola ecologica, esiste dall’alba dei tempi. Dacché esistono gli umani esistono i rifiuti, è una conseguenza naturale di qualsiasi organismo vivente. 

La grande differenza tra i resuidi umani e quelli di qualsiasi altra specie sta nel fatto che l’uomo ha inventato i manufatti o prodotti per vari scopi. Quando questi prodotti non possono essere riparati, vengono buttati. La discarica è quindi una zona o un terreno inabitato dove i materiali di scarto, vengono sotterrati, lasciati alle intemperie nello scopo che vengano riassorbiti. 

 

L’inquinamento derivato dalle discariche:

Quella della discarica embrerebbe una logica perfetta se non fosse che ci sono materiali che potrebbero rilasciare delle sostanze nocive nelle falde acquifere e nell’aria.

Sostanze chimiche tossiche delle quali in linea di massima, non dobbiamo essere spaventati. Questo perché in Italia e in Europa esistono tanti sistemi di TMB (trattamento meccanico-biologico) dove la parte umida e la frazione secca vengono separate il più possibile.

La parte umida andrà a stazioni di compostaggio, per la produzione di Gas metano, o per la creazione di compost, materiale essenziale per l’industria agricola. 

Invece la frazione secca, viene divisa per quanto possibile, per il riciclaggio, oppure portata agli inceneritori per la produzione di elettricità o calore.

Ricordiamo inoltre che ci sono degli oggetti composti da più materiali differenti o da sostanze chimiche pericolose che non possono essere differenziate autonomamente, ma bisogna cercare l’isola ecologica più vicina a casa, dove personale dedicato si occuperà dello smantellamento delle componenti. 

Un’ultima soluzione, grazie a una serie di nuove leggi in materia di ambiente, è la consegna a negozi e catene commerciali (di solito di elettrodomestici), i quali si occuperanno del trasporto dei nostri articoli ad aziende specializzate nello smaltimento. 

Se si parla di tecnologia, sono le stesse aziende che rivendono i dispositivi tecnologici, che per legge sono obbligate a ritirare i prodotti esausti o danneggiati, smantellarli e riciclarne le parti per prodotti nuovi, creando così un circolo virtuoso. 

La raccolta chiamata con l’acronimo RAEE, in un mondo tecnologico come il nostro è davvero essenziale. Per maggiori info: [https://raccoltaraee.it/]

Se la discarica sembra la soluzione più antica allo smaltimento dei rifiuti, oggi esistono più strade che lo scarto di un prodotto può seguire prima di arrivare in discarica:

Il Riciclaggio:

è un procedimento che permette di produrre nuovi oggetti o nuove materie prime dal recupero di materiali, dandogli quindi una seconda vita, e andando a risparmiare notevolmente sull’utilizzo di materie vergini, ovvero create ex novo.

Dei lati negativi che molti imputano alla pratica del riciclo sono la qualità povera e la resa molto bassa. Ma a questo si sta ovviando con il passare del tempo con sempre più nuove innovazioni tecnologiche. 

I materiali che si possono riciclare sono : 

  • Legno

  • Carta e cartone 

  • Vetro

  • Tessuti (Sia fibre naturali che artificiali) 

  • Pneumatici

  • Alluminio 

  • Acciaio 

  • Plastica

  • Rifiuti Organici 

Vi invitiamo come sempre a verificare sempre sul sito o sulle app del vostro comune di residenza, o presso l’ente che ritira i rifiuti, le indicazioni specifiche per la raccolta differenziata nella vostra zona.  

La raccolta differenziata:

E’ il più grande strumento che abbiamo a disposizione per vivere in maniera consapevole. 

Questo è un processo molto importante che può farci capire quanto i gesti di ogni persona singolarmente possano influenzare l’ecologia di un paese intero. Purtroppo ci sono ancora molti comuni, soprattutto nel Centro-Sud dello stivale, che non hanno risorse oppure vengono mal governate e la raccolta differenziata sembra una lontana chimera.

In altre località invece esistono delle realtà più virtuose, dove per esempio ogni cittadino possiede un numero di matricola e riceve delle multe ad personam se non rispetta le norme del riciclo locale. 

In generale la raccolta differenziata è il primo step nel mondo della spazzatura, dove è proprio il cittadino, nella sua coscienza civica ed ecologista a dividere i materiali e a rendere qualsiasi altro passaggio successivo davvero efficiente o inutile. 

Quello che poi viene recuperato tramite questa raccolta, può essere riutilizzato, grazie a dei passaggi fisici e chimici molto specifici. 

Altri materiali invece possono invece, sotto determinate condizioni fisiche, sciogliersi e “tornare alla terra”. Questi sono i materiali Biodegradabili e Compostabili

Ad oggi, all’interno delle logiche di produzione dei materiali più sostenibili, si cerca di andare a produrre questo tipo di materiali. Ma cosa significano veramente?

La Biodegradazione:

E’ un concetto che spesso viene confuso, oppure del quale non se ne conosce davvero l’effetto e il significato. Già noto dagli anni ’20, la biodegradazione è il processo inverso della fotosintesi, la quale utilizza materiali inorganici per creare massa organica. 

La biodegradazione trasforma il materiale organico o inorganico in molecole meno complesse.

Ma non bisogna lasciarsi ingannare dalla pubblicizzazione di certi prodotti o contenitori come biodegradabili: è sempre meglio informarsi molto bene se effettivamente essi lo siano. 

Se è vero che la biodegradazione risolve la situazione di molti materiali che altrimenti finirebbero in una discarica, altri materiali che contengono invece degli inquinanti, non potranno far altro che continuare ad inquinare l’ambiente. 

IL COMPOSTAGGIO

Infine il compostaggio è una reazione naturale di tutti quei materiali organici, come i resti alimentari o fogliame e avanzi da giardinaggio, che una volta a contatto con l’ossigeno nell’aria, in presenza di determinate sostanze chimiche, diventano poi una sostanza solida indistinta, simile al terriccio, ma molto ricca di principi nutritivi, basi azotate, fosforo, calcio, magnesio, potassio, ovvero i fondamentali per una coltivazione florida.

Negli ultimi anni, con il sollevamento delle questioni ambientali, la produzione di compost casalingo sta diventando sempre più diffusa. 

Facendo un po’ di attenzione a ciò che gettiamo nella compostiera casalinga riusciremo infatti ad ottenere un ottimo fertilizzante da utilizzare per il proprio orto. 

Per maggiori informazioni per iniziare a compostare in autonomia, ecco una facile guida, dal sito di GreenMe: [https://www.greenme.it/abitare/eco-fai-da-te/come-fare-il-compost-domestico-in-5-mosse/]

La situazione in Italia e nel Mondo:

Va a anche detto che le discariche non sono tutte uguali. 

Infatti non tutti sono paesi illuminati come il nostro o come molti altri in Europa, dove vengono emesse regolamentazioni su come trattati i rifiuti, in tutte le fasi, rendendo così i vari procedimenti il più innocui possibili.

La gestione dei rifiuti in paesi del terzo mondo o in via di sviluppo è lasciata ai singoli. Infatti fasce di popolazione che vivono in povertà estrema recuperano materiali manualmente per avere, una forma di reddito seppur minima. Ovviamente questi non sono esempi da seguire, anzi da rifiutare, proprio per la pericolosità delle sostanze rilasciate da queste discariche a cielo aperto.

Un illuminante articolo sul sito di ambiente.it spiega la situazione americana e internazionale riguardo alla gestione dei rifiuti. 

Difatti come si diceva all’inizio, per fare una discarica ci vuole spazio e ormai tutto il pianeta è obiettivamente al collasso per l’esagerazione dei consumi. 

Paesi come il nostro, come l’Europa e come gli Stati uniti, rivendevano e rivendono la propria spazzatura a paesi asiatici o africani, che a differenza nostra non hanno normative stringenti per trattare la spazzatura in sicurezza.

Ma una delle ultime novità è proprio quella della Cina, che dal 2018, ha smesso di importare spazzatura, in particolare, plastica, in quanto ne ha già abbastanza di propria. Dunque le carte in tavola sono cambiate e quello che sarà del futuro della gestione dei rifiuti mondiale è ancora una partita aperta.

In definitiva, voi come vi trovate con la raccolta differenziata? Quali tecniche adottate? Cosa ne pensate della gestione dei rifiuti nella vostra vita personale e da parte delle istituzioni che vi circondano? Cosa sperate per il futuro del riciclo dei materiali? 

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